
Tra i nomi sul cartellone del Mi Ami Festival, uno dei principali eventi musicali di musica alternativa in Italia, compare quello di Alice Phoebe Lou, cantautrice sudafricana alternative/indie. La data è sabato 24 maggio 2025 presso il Circolo Magnolia di Segrate (MI) e sarà la sua unica data italiana. Insieme a lei, calcheranno i palchi del festival anche Belize, Diodato, Emma Nolde, Fast Animals And Slow Kids, Giorgio Poi, Joan Thiele, Offlaga Disco Pax e tanti altri.
Alice Phoebe Lou nasce nel 1993 a Città del Capo, Sudafrica. Trasferitasi in Europa da adolescente, si stabilisce a Berlino, dove avvia la sua carriera musicale. Ha iniziato a farsi conoscere con una modalità non convenzionale: si esibiva con la sua chitarra in luoghi pubblici per guadagnarsi da vivere. La scena musicale berlinese, vibrante e ricca di opportunità, si è rivelata il luogo ideale per farsi conoscere senza dover aderire alle rigide strutture dell’industria musicale commerciale, permettendole di diventare in poco tempo una figura di spicco del busking.
Alice pubblica il suo primo album nel 2016 che prende il nome di Orbit, prodotto da Matteo Pavesi e Jian Kellett-Liew. Si tratta di una riflessione intima e personale che esplora temi come l’amore, la solitudine, la vulnerabilità, l’identità e la ricerca di una connessione con l’universo mentre la Terra diventa sempre più caotica. La sua scrittura è evocativa e ricca di immagini poetiche, come se ogni canzone fosse un piccolo viaggio in cui l’ascoltatore viene invitato a riflettere sulla propria esistenza. Con questo album, l’artista sudafricana presenta al mondo il suo stile, caratterizzato da un equilibrio perfetto tra la voce delicata e il ricco arcobaleno emotivo che colora ogni traccia.
La produzione è minimal, lascia spazio alla timbro leggero, all’interpretazione e alla scrittura genuina che riesce ad affascinare sia gli amanti del folk che quelli della musica più sperimentale. È stata nominata Miglior Artista Femminile dalla critica tedesca nel 2016, nello stesso anno con il suo tour ha visitato Europa, USA e Sud Africa e ha registrato tre sold-out al Berliner Planetarium. Nonostante questo, non ha smesso di fare suonare per le strade di Berlino.
Nel 2019 esce Paper Castles, il secondo album in studio. Con questa uscita, Lou riesce a definire ulteriormente i contorni del suo stile originale. I testi eterei, a tratti quasi nichilisti, sembrano interrogarsi filosoficamente sul significato e l’importanza dell’esistenza umana. Come suggerisce il titolo, Paper Castles contiene immaginazione, un approccio do-it-yourself che la cantautrice non ha mai abbandonato. Non mancano le contaminazioni blues, folk e jazz che incorniciano la sua voce dolce ma combattiva.
Just a speck of dust in the Milky Way. We’ll fade away, we’ll slip away
Nel 2021 pubblica Glow, il suo terzo album in studio che aggiunge una sfumatura più luminosa e uptempo alla discografia dell’artista. Nonostante l’inaspettata vivacità, il disco mantiene il suo inconfondibile sapore agrodolce. A dicembre dello stesso anno pubblica a sorpresa A Child’s Play. Lou ha descritto il processo di registrazione dell’album come semplice e intuitivo.
Shelter (2023) è invece più ambizioso e maturo, con una narrazione seguita da produzione più attenta. Il pezzo di apertura Angel racconta di un innamoramento contaminato dalla paura di un’inevitabile delusione. I tappeti sonori stratificati, perfettamente abbinati tra di loro e insieme alla voce introducono il tema centrale dell’album: superare gli errori del passato per tuffarsi in una relazione più sana e – dopo tante difficoltà – stare bene.